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Festival La Violenza Illustrata XII edizione ? Ri-uscire - Le iniziative culturali per celebrare il 25 Novembre - Giornata mondiale contro la violenza alle donne
Dove: Bologna
Quando: da 7 nov 2017 a 4 dic 2017
Info: 051-6440163, info.casadonne@women.it
Web: http://www.casadonne.it

Dal 7 novembre al 4 dicembre si terrà a Bologna e provincia la dodicesima edizione del Festival La Violenza Illustrata, una sfida per parlare della violenza sulle donne, del sessismo e della discriminazione senza mostrare corpi scomposti e immagini che feriscono, ancora una volta, il corpo delle donne.

Quest?anno il Festival si concentra sull'empowerment, sull'autonomia, il rafforzamento delle donne, sull?apertura verso un futuro libero da violenza, sulla possibilità di esprimere soggettività e conquistare autodeterminazione e libertà. A partire dall?illustrazione di Olimpia Zagnoli, l?edizione 2017 racconta i percorsi di uscita dalla violenza, le sfide che comportano tra sconfitte e riuscite, e traccia possibili traiettorie per Ri-uscire a riappropriarsi di sé e del proprio progetto di vita.
Grazie all?impegno e alla collaborazione di decine di associazioni, gruppi informali e istituzioni che hanno deciso di impegnarsi contro la violenza sulle donne e il Festival può contare su più di 60 eventi culturali sul territorio metropolitano. Molte iniziative vedranno coinvolte operatrici dei centri antiviolenza, ricercatrici e studiose, femministe e scrittrici, educatrici e avvocate, ad esempio nelle due giornate di studi del 10 e 11 novembre Quando le donne chiedono asilo, in collaborazione con Escapes ? Laboratorio di studi critici sulla migrazione forzata, per discutere i contributi arrivati dopo la partecipatissima call estiva sul tema Genere e violenza; nel workshop di scrittura a cura di WikiDonne in Salaborsa l'11 novembre; nella tavola rotonda su Lavoro di cura e migrazione il 9 novembre; nel seminario sugli aspetti giuridici del Riconoscimento della violenza di genere il 17 novembre, e molto altro.
Numerose le occasioni che coinvolgeranno la letteratura sul tema attraverso reading e presentazioni di libri così come i momenti di teatro, istallazioni artistiche e cinema che coinvolgeranno la Cineteca di Bologna e il territorio metropolitano. Verrà presentato il numero speciale di Piazza Grande, il giornale di strada di Bologna, dedicato al rapporto tra violenza sulle donne e marginalità sociale. Grazie alla collaborazione dell?Istituzione Biblioteche di Bologna, presso le 17 biblioteche aderenti sarà a disposizione del pubblico una bibliografia ragionata sul tema. Cento paia di scarpe rosse in lana andranno a comporre l?istallazione artistica contro il femminicidio, ospitata presso Cappella Tremlett per tutto il mese di novembre. Con la collaborazione del Quartiere Santo Stefano, saranno inaugurate le panchine rosse contro il femminicidio presso il Parco Lunetta Gamberini. Infine, attraverso un seminario con Cecilia Robustelli, si parlerà del linguaggio istituzionale di genere e della sua fondamentale importanza.
Il Festival incrocia altri festival, GenderBender, Terra di tutti film Festival, Bilbolbul, per offrire iniziative costruite a più mani e parlare di violenza sulle donne, collaborando e sostenendo Casa delle donne.
Tutto questo è stato reso possibile grazie all?impegno di Associazioni ed Enti pubblici e di vari sponsor privati: facendo la spesa nei supermercati il 24, 25 e il 26 novembre, Coop Alleanza 3.0 devolverà alla Casa l?1% dei prodotti confezionati a marchio Coop.

Con i centri antiviolenza italiani, la Casa delle donne anche quest'anno sarà a Roma il 25 novembre per partecipare alla manifestazione indetta dal movimento internazionale Non Una di Meno, dalla rete D.i.Re e da tante associazioni di donne nel percorso che ha avuto la capacità di mettere insieme l?ampiezza e la complessità dei femminismi, delle esperienze di lotta, di riappropriazione, autogestione e mutuo soccorso delle donne in un Piano femminista contro la violenza. Una camminata notturna verso la manifestazione del 25 novembre è stata indetta per mercoledì 8 novembre a Bologna dalle ore 18 alle 22 in Piazza Verdi, per riprendersi le strade, perché la sicurezza non è controllo poliziesco, perché nessuno rappresenti le donne come vittime, per ricordare a tutti che sanno resistere. Saranno presenti degli autobus per raggiungere la manifestazione a Roma.

Nei primi 10 mesi di quest?anno hanno chiesto aiuto alla Casa 526 donne (di cui 332 italiane e 186 straniere) e 447 di queste lo hanno fatto per motivi di violenza (303 italiane e 169 straniere). Nell'ospitalità invece la quasi totalità di donne e bambini è straniera: nei tre rifugi segreti 31 su 35 ospiti tra donne e minori; nella casa di emergenza Save su 54 ospiti, sono 9 le italiane/i e 45 le straniere/i; nei 9 alloggi di transizione le/i 20 ospiti sono tutti/e stranieri/e. I dati non presentano grandi differenze rispetto agli anni precedenti, se non che le donne straniere sembrano avere percorsi più lunghi della italiane, segno delle maggiori difficoltà che incontrano verso l'autonomia. Dal 1990, quando la Casa ha aperto i battenti, ad oggi le nuove donne accolte sono arrivate a 11.546.

Il servizio Oltre la strada dal 1° gennaio al 31 ottobre 2017 ha seguito 19 percorsi di protezione e inclusione socio-lavorativa, oltre alle 14 già in carico dagli anni precedenti. 9 donne provengono dall?Est Europa, 8 dalla Nigeria, 2 da altri Paesi. 18 donne sono vittime di sfruttamento sessuale e una donna di sfruttamento lavorativo. 11 delle donne per cui è stato attivato il percorso sono state ospitate nella struttura protetta del progetto, le restanti in altre soluzioni abitative. Nel periodo considerato sono stati effettuati 659 colloqui. È bene sottolineare come le donne vittime di tratta siano in primo luogo vittime di violenza: tutte le donne dichiarano di aver subito più tipi di violenza nella loro esperienza migratoria: violenza fisica, sessuale, economica e psicologica. Tra le donne migranti vittime di violenza ci sono anche le donne rifugiate che lasciano il proprio paese d?origine per le violenze subite in ambito familiare o il rischio di mutilazioni genitali. Per arrivare nel nostro Paese le donne si affidano a trafficanti che si occupano del viaggio e del passaggio irregolare delle frontiere, subendo pesanti violenze sia fisiche che sessuali. Una volte giunte in Italia, l?ulteriore rischio è quello di essere sfruttate dalle organizzazioni criminali che si occupano della tratta di persone, nello sfruttamento della prostituzione o del lavoro. All?oggi infatti il fenomeno del traffico di migranti e della tratta di persone, un tempo ben distinti per come li definiva la convenzione Onu sul crimine organizzato transnazionale, si sovrappongono e si confondono l'uno con l'altro.

Un gruppo di volontarie, coordinate da Anna Pramstrahler, hanno proseguito la ricerca a mezzo stampa sui femicidi avvenuti in Italia nel 2016, che sono stati 121 (per l?Emilia-Romagna si è trattato di 12 femicidi). In 12 anni di ricerche l'elenco di donne uccise in Italia è arrivato a 1.395 donne, e questo ci deve far interrogare sulla necessità di politiche di prevenzione più efficace, che coinvolgano tutti gli ambiti della società e possano dare risposte più efficaci alle donne in grave periocolo.
In questa direzione, riguardo le politiche metropolitane, la Casa delle donne ha da sempre sostenuto e poi salutato con favore la firma, il 9 marzo scorso, di un Protocollo operativo da parte di tutte le istituzioni e associazioni cittadine che si imoegnano contro la violenza alle donne.

Nuovi progetti attivati.
Il progetto Radice, Rafforzare l'Autonomia delle Donne, Implementare i CEntri di semiautonomia, in partnership con Asp Bologna e Asc InSieme, e finanziato dal Dipartimento Pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio, ha la durata di due anni, è finalizzato al potenziamento dei servizi esistenti, anche a livello metropolitano con l'apertura di una sede distaccata della Casa delle donne ad Anzola dell'Emilia, e alla creazione di nuove opportunità per le donne ospiti e non ospiti delle case rifugio con l?avvio di percorsi di semi autonomia. Radice sostiene anche un'azione rivolta al recupero e l?accompagnamento dei soggetti responsabili di atti di violenza nelle relazioni affettive, anche al fine di limitare i casi di recidiva, con il centro Senza Violenza, che aprirà i battenti il 17 novembre. Il progetto Radice ha seguito nei primi 6 mesi 52 donne.

Progetto Migr-azioni. Subito dopo l?approvazione del DL 93/2013 ?Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere? che consente alla donna straniera di sottrarsi alla situazione di violenza aderendo a un programma di protezione e ottenendo un permesso di soggiorno per motivi umanitari ai sensi dell?art 18 bis TU., la Casa delle donne ha avviato un servizio sperimentale rivolto alle donne straniere. Le attività sono state consolidate con il progetto Migr-azioni, finanziato dalla Regione Emilia-Romagna nel 2017 con l?obiettivo di offrire consulenza e supporto alle donne straniere vittime o a rischio violenza su tutti gli aspetti legati alla regolarizzazione. Le violenze subite e lo stato di rischio continuo a cui la donna migrante è esposta intaccano il senso di controllo, di relazione e di integrità del sé, lo stato di vulnerabilità, di isolamento e l'impossibilità di accedere ai servizi socio-sanitari. La possibilità di fornire alle donne il giusto supporto per raggiungere l?autonomia, a partire dall?ottenimento dei documenti, scongiura il rischio di compromettere l?intero percorso di fuoriuscita dalla violenza. Fino al 31 ottobre 2017 sono state seguite nell?ambito del progetto Migr-azioni, 37 donne e attivati 18 percorsi di protezione ai sensi dell?art 18 bis.

Una casa rifugio a misura del bambino, percorsi di uscita dalla violenza domestica per madri e i/le loro figli/e. Attivato attraverso un finanziamento della Chiesa Evangelica Valdese, il progetto è rivolto ai minori e alle loro madri ospitati nelle strutture gestite dalla Casa: tutte le madri e i minori ospitati durante il 2017 hanno usufruito di un supporto sul piano emotivo ed educativo, come pure sul piano pratico/organizzativo con l'attivazione di una babysitter per favorire inserimento lavorativo e frequenza a corsi d?italiano delle madri.



NB: Tutti i dati che trovate in questa pagina sono stati controllati con la massima attenzione, e' pero' possibile la presenza di inesattezze che possono essere dovute a informazioni errate in nostro posseso o a cambi di programma. Vi invitiamo pertanto a verificare l'esattezza delle informazioni telefonando al numero indicato.


  
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