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Giorno della memoria - Se non sarò me stesso
Dove: Evento online
Quando: mer 27 gen 2021
Orario: alle ore 20.30
Costo: Ingresso libero
Web: https://www.youtube.com/watch?v=2z23-YC_GUM&feature=youtu.be

Mercoledì 27 gennaio alle ore 20.30 in occasione del Giorno della memoria la première online dello spettacolo teatrale prodotto dalla Compagnia Teatro dell'Argine


Una produzione Compagnia Teatro dell'Argine

in collaborazione con l'Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano



dai diari dell’Archivio di Pieve Santo Stefano

drammaturgia a cura di Nicola Bonazzi, Azzurra D’Agostino e Vincenzo Picone

con Giada Borgatti, Micaela Casalboni, Lea Cirianni, Deborah Fortini, Giulia Franzaresi, Ida Strizzi



oggetti di scena: Carmela Delle Curti

video: Simon Barletti

musiche: Andrea Laino

aiuto regia: Vincenzo Picone



regia di Andrea Paolucci



Se non sarò me stesso,

chi lo sarà per me?

E se sarò me stesso,

chi mai sarò?

E se non ora, quando?»





Sei donne per dar voce alle migliaia e migliaia di voci, di corpi, di storie, di ricordi, di testimonianze, di disegni infantili, di anelli nuziali, di scarpe, di abiti, di bambole e di giocattoli perduti e messi a tacere per sempre nei campi di sterminio. Dall’incredibile ricchezza umana e di memoria dell’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano, un nuovo spettacolo del Teatro dell’Argine sulle piccole storie che si fanno racconto vibrante della grande storia, per fare della memoria un valore presente e vivo, da vestire quotidianamente, e non solo nei giorni di festa.

Ci siamo immersi nella lettura di decine di diari della Shoah italiana. Diari di donne che hanno vissuto i soprusi, le persecuzioni, gli abomini di una violenza senza senso. E ci siamo trovati a chiederci quale senso avesse raccontare ancora una volta quella violenza. E poi ci siamo chiesti come e in quale modo poter restituire quel profondo senso di intimità e di umanità che la lettura di un diario privato riesce a darti. Quelle che raccontiamo non sono solo storie vere, ma pezzi di vita di persone reali che nel loro quotidiano hanno vissuto violenze straordinarie. E che hanno avuto la forza di scriverle e descriverle.

Persone, quindi, prima che storie, alle quali chiedere in prestito frammenti di poche pagine, episodi rubati, spiccioli di vita racchiusi in pochi minuti di teatro, per provare a non dimenticare.



Le storie

La polacca Dora, studentessa di medicina a Bologna, sposata, come in un dramma brechtiano, con un “ariano”, ufficiale della Marina Militare Italiana; deportata ad Auschwitz, dove sopravvivrà perché "quasi medico", dove le verrà ordinato di scegliere quali delle sue compagne mandare a morte e quali invece tentare di curare. La ferrarese Jenny, diciannovenne sveglia e risoluta, travolta dalla Storia ma capace di sopravvivere e di salvare vite tra rocambolesche fughe in bicicletta nella nebbia e documenti falsi nascosti nel reggiseno.

La piccola Ave, reclusa nel campo di smistamento "Neue Heimat" a Dresda con tutta la famiglia, dove, nonostante tutto, continua a gioire della vita, con innocenza e ostinazione. Fino al bombardamento della città.

La tenace Bianca, partita da Napoli per rifugiarsi sui monti dell'Abruzzo, perderà buona parte della famiglia in una notte di bombardamenti. Ma ripartirà con orgoglio e dignità, ributtando in fondo alla gola l’urlo di dolore e di angoscia, riuscendo a tornare salva a Roma con il marito e i due piccoli figli.

L'anglo-italiana Fanny, che, dopo la liberazione dal campo tedesco di Biberach, torna in un’Italia profondamente cambiata, dove la gente, gli amici e persino il mare sembrano estranei. Il futuro sembra essere "una continuazione di rinunce" e la parola guerra diventa una parola da cancellare dal vocabolario dell'umanità.

Infine Fiorenza, dall’adolescenza agiata tra mademoiselle, miss e fräulein. Fiorenza in fuga per mezza Europa nell’attesa di ricongiungersi al padre Oscarre, deportato a Mathausen. Fiorenza assillata da mille dubbi e da mille domande. Fiorenza che si interroga e non trova risposte.

Sei donne prima di tutto. Con la loro forza, con la loro umanità. Sei volti che si sono stampati nella nostra memoria, sei sorrisi e sei sguardi segnati dalla violenza. Da una violenza troppo acuta per essere raccontata a caldo. Sei diari spesso scritti dopo anni dagli orrori che descrivono, come a testimoniare che il vuoto, il silenzio non può essere per sempre. Sei storie piccole che toccano la Storia con la S maiuscola – Dora e Mengele, Fiorenza e Perlasca, Ave e il bombardamento di Dresda – ma che riescono a rimanere storie intime, private, umane.



Le note

Mettere in scena un diario non è un’operazione semplice. Non è scritto per essere detto, non necessariamente ha un valore letterario, non è automatico che racconti storie interessanti. Spesso gli autori scrivono per se stessi e si lasciano trasportare dalla vena poetica, altre volte vengono rapiti da un certosino amore per i dettagli. Ma tutti portano sulla pagina istanze vere, private, intime. Spesso sono i pensieri più intensi e profondi a trovare spazio nelle pagine di un diario e ci vuole pudore, rispetto, tatto e attenzione nel maneggiare certe pagine.

Se non sarò me stesso è uno spettacolo ma non vuole essere spettacolare. È il teatro che si mette al servizio di sei storie e fa posto a sei donne, alle loro parole, ai loro volti, alle loro vite in qualche modo ripartite dopo quelle atroci violenze: chi è diventata maestra, chi casalinga, chi restauratrice di arazzi, chi stiratrice, chi professoressa universitaria.

Sei piccoli atti unici, ognuno con una sua poetica, ognuno con una sua estetica, con l'unico obiettivo di restituire l'intensità e la forza di queste incredibili donne, protagoniste, loro malgrado, di vite che per qualcuno non erano “degne di essere vissute”.



NB: Tutti i dati che trovate in questa pagina sono stati controllati con la massima attenzione, e' pero' possibile la presenza di inesattezze che possono essere dovute a informazioni errate in nostro posseso o a cambi di programma. Vi invitiamo pertanto a verificare l'esattezza delle informazioni telefonando al numero indicato.


  
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